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Rapporto baglio / lunghezza Tutti noi abbiamo sentito parlare che il limite teorico di velocità per un’imbarcazione con dislocamento (ad es. un’imbarcazione con un dislocamento di un volume d'acqua equivalente al suo stesso peso, a differenza di uno scafo piano che ha poca resistenza) è la sua velocità calcolata come 1.34 moltiplicato la radice quadrata della lunghezza della linea dell’acqua dello scafo misurata in piedi (un piede = 30.5 cm). Quindi, un Hobbie Cat 16 in teoria ha un limite di 5.36 nodi. Ma allora come possiamo vedere che le imbarcazioni superano regolarmente questi limiti di velocità calcolati? Il fattore principale che limita le prestazioni di un’imbarcazione con vento leggero e bassa velocità è la resistenza dell’acqua sullo scafo, direttamente proporzionale alla superficie immersa dello scafo. Poiché la forma semicircolare conferisce la minima superficie a parità di ampiezza, i progettisti tendono a rendere semicircolari quelle sezioni degli scafi delle imbarcazioni a vela per diminuire la resistenza dell’acqua al minimo in presenza di venti deboli. Con venti e velocità maggiori, la resistenza dell’acqua sarà di minor conto rispetto alla resistenza delle onde. La velocità dello scafo di 1.34√LWL rappresenta attualmente la velocità per la quale l'onda sul poppavia va a finire dietro lo specchio di poppa e questa onda tende a “succhiare” l’imbarcazione e a spingerla verso dietro. Quindi, la velocità dello scafo non è il limite di velocità definitivo, ma piuttosto una velocità oltre la quale è necessaria molta energia per contrastare l'effetto respingente dell’onda sul poppavia. Paragoniamo questo limite alla barriera del suono per gli aerei… Tuttavia i test sui serbatoi hanno confermato l’idea che gli scafi molto sottili creano meno resistenza all’onda: l’energia necessaria per superare il limite di velocità dello scafo inizia a diminuire con il rapporto lunghezza:baglio (LBR) oltre 8:1, e diventerà ancora minore con rapporti LBR superiori a 11:1. C’è però uno svantaggio nell’avere un elevato LBR, ossia un volume minore con una conseguente minore portata di carico. Un catamarano grande sarà in grado di avere scafi più sottili e potrà andare più veloce con meno incidenza sul dislocamento e sul carico utile.
Un rapporto LBR di 8:1 / 9:1 è presente solitamente nei catamarani charter, nei quali il design è affiancato al comfort e al piacere, costruito con materiali molto pesanti ed economici, mentre un rapporto di 11:1 è presente in catamarani, nei quali il design si abbina alle prestazioni, realizzato con materiali leggeri e tecnologici, mantenendo un sostanzialmente un buon carico utile.
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